Marmolada – La regina delle Dolomiti – 3.343 metri

Marmolada 3.343 mt

La vetta vetta più alta delle Dolomiti, per questo è chiamata la Regina, posizionata sul confine di Trentino e Veneto, è possibile ammirarla da vicino grazie alla bidonvia che parte dal Lago di Fedaia (diga), sia mediante i 3 tronconi che salgono da Malga Ciapela, che permettono di avvicinarsi a punta Rocca.

La Marmolada rientra nel gruppo Dolomiti, nonstante non sia composta da dolomia bensì da calcare di origine corallina e vulcanica. La zona è stata oggetto della prima guerra mondiale dove è possibile rinvenire ancora ad oggi le postazioni militari e le gallerie.
La Marmolada fa parte dell’omonimo gruppo con le seguenti principali cime:

  • Gran Vernel
  • Piccolo Vernel
  • Punta Cornates
  • Pilastro Nino
  • Punta Ombretta
  • Punta Rocca
  • Punta Penìa
  • Monte Serata
  • Cima dell’uomo
  • Sasso Vernale
  • Cima Ombretta EST

Leggenda

Una leggenda narra che un tempo una signora anziana il 5 agosto, giorno della Madonna della neve, raccolse il fieno contro il volere dei suoi paesani, la notte seguente nevicò così tanto che la neve si trasformò nell’attuale ghiacciaio; la vecchietta è ancora sepolta con il suo fieno.
Il nome Marmolada potrebbe derivare da origine indoeuropea – marmar – che significa “splendere”, sicuramente riferito al ghaicciaio.

VETTA

La sua cima (PUNTA PENIA) è raggiungibile mediante la vertiginosa parete sud in arrampicata, dall’ormai ritirato ghiacciaio del versante nord oppure mediante la ferrata della cresta ovest. Intraprendere il raggiungimento dei 3.343 metri implica una buona conoscenza alpinistica e una buona condizione fisica in quanto ogni sua via non è adatta a semplici escursionisti. Le condizioni del ghiacciaio sono molto critiche, ogni anno si aprono nuovi crepacci (foto a dx e sx) molto profondi e le temperature ormai in constante aumento rendono insidiosi i ponti di neve.
lago Fedaia dalla Schena de Mul

Punta Penìa attraverso il ghiacciaio

35° – PD – II°
Attrezzatura: NDA
Raggiunto il Lago Fedaia dove si lascia l’auto, si sale a Pian dei Fiacconi a piedi mediante comodo sentiero in circa 1 ora oppure in 20 minuti con la bidonvia. Arrivati al rifugio si prosegue senza traccia o sentiero fino all’attacco del ghiacciaio. Una volta legati in cordata e con ramponi ai piedi, si affronta la prima parte del ghiacciaio, abbastanza pendente (35°circa, attenzione in discesa verso le ore più calde si può trovare ghiaccio vivo), superata la prima parte, la pendenza si riduce un po’, e si affrontano diverse crepacciate evidenti ma profonde, dopo circa un’ora si raggiunge l’attacco del passaggio attrezzato, (utile kit da ferrata), superabile in 20 minuti. Terminata la ferrata si percorre la “Schena de mul” fino in vetta, 30 minuti.
a pochi metri dalla vetta

Discesa: per lo stesso itinerario di salita

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