Alla ricerca dell’inutile

Cosa spinge i giovani alpinisti, e per giovani intendo neofiti, ad avventurarsi in cose che non sono alla loro portata? La smania di dimostrare il proprio valore, il postare foto e ricevere centinaia di like?

Ma è davvero questo il nuovo modo di arrampicare e fare alpinismo?

Questo articolo non è assolutamente da prendere come una polemica volta in tal senso, ma un semplice spunto di riflessione che credo sia doveroso fare, dopo i numerosi incidenti, e l’over-confidence che ormai è oggettivamente divenuta di moda.

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In questo mio breve percorso (7 anni) ho avuto modo di conoscere un numero elevato di persone che praticano con più o meno costanza l’arrampicata e l’alpinismo e forse grazie a tutto questo ho potuto rifletterci sopra con calma, su questa, a mio avviso, triste tendenza. La montagna l’ho sempre vista con un occhio di assoluto rispetto, bellissima e attraente, ma spesso molto violenta e brutale. Nonostante abbia perso la mia compagna in montagna e sotto i miei occhi, ho accettato quel lato crudele di cui non ne ero consapevole fino in fondo, ma era lì, in un cassetto nella speranza di non doverlo mai vedere.

Ma torniamo al discorso principale! Che la montagna sia diventata un Luna Park per molti è ormai ampiamente assodato e riconosciuto dalla maggior parte della comunità alpinistica. La mia opinione in merito è che ci sia questa smania di essere apprezzati per quello che viene portato a termine, a tutti fa piacere ricevere complimenti per una salita, ma è veramente questo il fine per cui si intraprende una scalata? io credo di NO! Vorrei lanciare una sfida, sareste davvero in grado di non pubblicare nulla, di non dire nulla ai vostri fedeli amici e scalare solo per il vero piacere di farlo?! Io non credo, o perlomeno, sareste davvero in pochi ad accettare tutto questo. E forse il nocciolo del problema sta tutto lì, in questi maledetti social network di cui ora non possiamo più farne a meno per mostrare al mondo le nostre imprese. C’è solo una sottile differenza, che certi post, sono messi lì, apposta e odorano di: dai commentami, va come sono grande! Maaaa, fino a ieri eri li a giocare con le bambole, o girare per negozi al centro commerciale,,, eh ma vado in montagna da un sacco?? si, da quanto?? qualche mese!! ah bhe allora?!

Poi, oh, ognuno è libero di scalare l’Everest come prima cima, nessuno glielo impedisce, ma ricordate la montagna è rischiosa, non è un gioco e per saperla affrontare dovete prima conoscervi e riconoscervi in quell’ambiente. In montagna esistono 2 rischi: gli oggettivi e i soggettivi, i primi sono incancellabili i secondi, controllabili, quindi: controllatevi…

Ma se la vera vetta è raggiunta davvero con le nostre forze non è più bello? più soddisfacente? piuttosto di farsi tirare su come sacchi di patate?! Perchè non provarci da soli, per gradi?! Perchè quelle grandi cime che fanno scalpore e tanti mi piace? Conosco alcune persone, che considero grandi alpinisti, che scalano montagne e vie, sconosciute, dove sei andato?? bhò chi la conosce quella montagna, ma tanta roba! Ritroviamo il piacere di andare veramente in montagna, “usiamola” per conoscere noi stessi, i nostri limiti, le nostre paure, falliamo, torniamo indietro quando non siamo in grado, facciamolo per gradi. Quella vetta avrà un sapore diverso rispetto a collezionare cuori!

2 pensieri riguardo “Alla ricerca dell’inutile

  1. Ciao Andrea, mi dispiace molto per la perdita della tua compagna, immagino che sia stato terribile. Non dicendo niente di più, posso solo pensare che tu se riusciuto ad elaborare il lutto e ritornare in montagna senza grosso problemi.

    I social sono uno strumento, un attrezzo tecnologico. Così come tutti gli “attrezzi” (comprese le picche e i ramponi, corde e moschettoni) dipende dall’uso che ne fai e soprattutto per quale fine. Un grande segno di maturità, nell’andar-per-monti, lo puoi intercettare proprio quando comprendi fino in fondo quanto quegli arnesi siano solo utili per un tuo personalissimo scopo. Sta a te individuarlo.

    Se ami davvero tanto la montagna, allora provo a darti un suggerimento: fai crollare tutte queste sovrastutture e vai in montagna con la massima semplicità possibile. Usa quegli attrezzi per un tuo fine.

    Loro stanno solo ad indicarti una soglia: a te varcarla.

    Piace a 1 persona

    1. Buongiorno Beppe, ti ringrazio per la risposta e per le parole. Io ho sempre cercato attraverso i social un modo per comunicare un certo modo di andare in montagna che non è di certo quello “dell’acchiappa like” ma quello di trasmettere la bellezza e la gioia del frequentare le terre alte, nonostante tutto. Condivido la frase “usa quegli attrezzi per un tuo fine”.

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