Il drago avvelenato

Dolomiti e sicurezza – Sono consapevole di rischiare di alzare un dibattito ideologico ma vorrei sapere la vostra opinione in merito. Come ben sappiamo in le protezioni in alcuni ambienti tra cui le rinomate dolomiti, lasciano un po a desiderare. Vecchie, arrugginite, ma ci sono, non sempre, ma ci sono. Se la impostiamo sotto il profilo conservativo e avventuriero dovr20180819_113235ebbero rimanere così come sono. Il mondo cambia, migliora e si modifica, anche perchè se non fosse stato così saremo rimasti ai tempi di Bonatti, e col cavolo che “nascevano” nuovi gradi e i nuovi Ondra e company. Quanto vale la sicurezza in cambio di una riduzione parziale dello spirito alpinistico. Se si sostiene l’idea della classicità della via, perché comunque usufruire dei vecchia anelli anni 60 e non attrezzarsi soste da soli con chiodi e martello. Che differenza c’è, cosa cambia nella salita se i vecchi anelli venissero sostituiti da soste a spit. Si avvelenerebbe il famoso drago di Messner rinnovando le vie? Non era stato accusato anche Maestri per aver semplificato la ovest della Roda di Vael con 300 chiodi per 400 mt di parete per poi definirlo un capolavoro?!

E voi come la vedete??

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