Rispetto è..

 Rispetto è..

Amore innanzitutto. Rispetto è avere cura, prendersi cura di qualcosa, custodire, proteggere, preservare. Rispetto è mantenere la giusta distanza con empatia. Rispetto è manifestare sensibilità e dosare il buon senso. Rispetto è lasciare il posto migliore di come l’abbiamo trovato (nonché uno dei punti cardine dello scoutismo). E’anche lasciare le persone migliori di come le abbiamo incontrate, che sia per una vita intera o per cinque minuti: è donare un sorriso, compiere un gesto di aiuto, supportare con un consiglio. Essere rispettosi è un’attitudine, una buona prassi da praticare in ogni luogo, dentro e fuori le mura di casa, nel posto di lavoro, negli ambienti che frequentiamo e soprattutto nell’ambiente: la natura, che non va mai oltraggiata né calpestata.

Rispetto della natura per poterci rispecchiare in essa e trovare così la nostra parte migliore. Se siamo diseducati e non ci rendiamo conto che gettare una cartina per terra sia una totale mancanza di rispetto, allora potremo anche trascorrere un anno immersi in ambienti mozzafiato senza per questo viverli con ogni fibra del nostro corpo, poiché tra noi e Lei ci sarà sempre una distanza. E ci restituirà tutto, tranne che un’immagine di noi più pulita. Lo stesso se restiamo indifferenti e non abbiamo l’umiltà di ripulire ciò che gli altri hanno sporcato, raccogliendo carte e rifiuti da sentieri, laghi, mari, prati. Non è giusto che tocchi a noi, ma qualcuno deve pur farlo e alla lunga sarà una catena di tante piccole buone azioni (alcune di queste le stiamo già vedendo sui social e in tv). Una catena che porterà ad un miglioramento concreto, un passo in avanti per l’uomo che troppo frequentemente ha prevaricato su un tesoro inestimabile di cui forse, non è nemmeno consapevole del valore. Scelte imposte dall’alto, da teste vuote che inseguono soldi ed interessi. Lavandosi le mani e voltando le spalle a quella che è anche casa loro. Scelte per le quali stiamo pagando un conto salatissimo e che possiamo arginare solo se in tanti, dal basso, mettiamo insieme piccoli gesti quotidiani. Ovunque, nel mondo, a partire dall’educazione dei bambini. Scelte che sono crimini contro l’umanità oltre che verso la Terra. Ottusità che portano a gettare fuori dalla finestra quella stessa cartina che alla fine rimarrà sul giardino di casa o rientrerà dalla porta col vento.

I sentieri sono dei camminatori, ma prima ancora degli abitanti del bosco. Mari e laghi appartengono ai pesci e alle creature che li attorno hanno il loro habitat. Sempre più specie a rischio estinzione, sempre più ghiacciai che collassano, sempre più boschi che bruciano, animali che muoiono: e con ciò, sempre meno aria buona per noi. Appunto, gettiamo dalla finestra ciò che come un boomerang ci torna indietro, inevitabilmente.

Non possiamo cambiare il mondo né chi lo governa. Possiamo e dobbiamo cambiare noi. Cercando di vivere in maniera più sostenibile e portando a casa o a valle i nostri rifiuti e raccogliendo la spazzatura che troviamo per strada. Oceani e montagne hanno bisogno di respirare quanto noi ed hanno lo stesso diritto alla vita di noi esseri umani. Siamo uguali, siamo parte della stessa vita, dello stesso unico legame con l’universo. Ma su una cosa siamo diversi: la natura ha molti più meriti di noi. E da essa noi abbiamo solo da imparare: a rispettarci, ad esser dono. Un sorriso scambiato lungo la via, può avere lo stesso fulgore del sole. Un gesto di cortesia è un arcobaleno che viene regalato e colora chi lo dona e chi lo riceve. Una buona parola può accendere lo sguardo di chi la ascolta, illuminandone gli occhi al pari delle stelle. Dobbiamo apprendere la purezza dai ruscelli di montagna, la reciprocità dalle piante, la semplicità dagli animali del bosco che con poco costruiscono la loro casa; la libertà dalle aquile che sorvolano alte, la collaborazioni dalle specie che vivono in branco; il gioco dai loro cuccioli poiché da adulti, è un aspetto che troppi di noi tendono a perdere. Dobbiamo ringraziare a testa alta il sole che sorge e la sera ringraziare ancora, semplicemente per aver vissuto.

Siamo parte di questo e dobbiamo fare la nostra parte.

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