L’incubo di una nuova opportunità

Ancora loro, ancora il patrimonio tutelato dall’UNESCO a farla da protagonista nel nuovo progetto di 1.300 km e 500 impianti di risalita, sono le Dolomiti.
Dopo lunghi anni, partirà questo progetto che collegherà le zone dell’Alto Adige, Veneto e Trentino, le zone di Cortina d’Ampezzo, Civetta, Pelmo e Tofana per intenderci le valli di Cadore e Agordino, Val Badia e Val Pusteria, Val di Fassa e Gardena. Un investimento da 100 milioni di euro!

Tutto questo con l’obbiettivo di ridurre l’inquinamento dovuto allo spostamento in auto o pullman tra i diversi comprensori sciistici grazie a mezzi di trasporto d’alta quota: gli impianti di risalita

Tutto questo per prepararsi ai giochi invernali 2021 e per le olimpiadi del 2026. Gli appassionati di sci, sci da discesa, progettisti, ingegneri, maestri di sci esultano – porteranno una grande massa di turisti che potranno visitare ogni parte del territorio dolomitico -.

Ma tutti noi che vediamo le montagne come un patrimonio da tutelare non siamo della stessa opinione, sembra che vogliano a tutti i costi pompare soldi fino allo sfinimento, fino a che sarà possibile! La regina delle Dolomiti – La Marmolada – è ormai al collasso e gli esperti le hanno dato 25/30 anni di vita. Il che farebbe molto riflettere. Se quel ghiacciaio che raggiunge poco più dei 3300 metri di quota con la vetta di punta Penìa tra qualche decennio non lo vedremo più, cosa resterà di quegli impianti costati una vagonata di soldi, quando la neve a quelle quote non ci sarà più?? Inonderanno di neve sparata centinaia di chilometri quadrati del territorio dolomitico? E’ un chiaro segno che vogliano spremere quel territorio fino all’ultima goccia.

D’altro canto, non biasimo tutti gli operatori economici che vivono di quello a voler investire su qualcosa di assolutamente redditizio, ma siamo dell’opinione che quello sia il modo più sbagliato per voler bene a una terra favolosa che non merita niente di tutto questo.
Vi è mai capitato di girare per le montagne e trovarvi davanti a dei condomini alti magari 15 piani costruiti negli anni ’60, e dire, “chi ha approvato quell’ecomostro?” Al momento della loro costruzione nessuno avrebbe immaginato che in futuro avremmo detto una simile frase, ma la realtà è, e sarà questa! Cosa diranno i nostri nonni che ci hanno fatto sognare quelle cime, quei prati verdi che in futuro saranno stracolmi di ferro??

Le dolomiti sono un luogo che si vende da solo, siamo noi turisti che lo pubblicizziamo con le nostre foto e i nostri racconti, non serve tutto questo, e in futuro ho proprio l’impressione che ve ne pentirete amaramente. Siamo qui, oggi a gridare allo scandalo di un Australia distrutta, incendiata barbaramente, con oltre 180 arresti, e questa operazione è sicuramente a fini economici. Insomma, con gravità obbiettivamente differenti ma è lo stesso concetto di base, (distruggere e/o cementificare per trarne profitto). E’ la vostra terra, il vostro diamante. Non distruggetelo in modo così violento! Se pensiamo alle montagne del lecchese, alle orobie, sono sempre piene di gente a volte è quasi un’autostrada di veri appassionati di montagna, senza nulla togliere di bellezza a loro, ma le Dolomiti sono un altro mondo, un mondo che gestito in modo diverso avrebbe 10 volte quel risultato ma con una direzione più ecologica ed etica.

Ma l’UNESCO, non prende una posizione di tutela?

L’UNESCO, s’impegna a costruire i presupposti per garantire la pace internazionale e la prosperità dei popoli promuovendo il dialogo interculturale, il rispetto dell’ambiente e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile –

Questo è quanto riportato da sito di unesco Italia: RISPETTO AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE

Cosa c’è di rispetto ambientale e sviluppo sostenibile in un progetto simile?
Mi piacerebbe avere un confronto con le parti in causa per comprendere al meglio questa scelta e convincermi che questa non sia dettata solo da speculazioni economiche.

Un pensiero riguardo “L’incubo di una nuova opportunità

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