Unlimited

Ogni volta che tiro le stringhe delle scarpe da trekking e infilo il berretto, pronta per uscire, nonostante sia pieno inverno (purtroppo non si può dire di questi ultimi giorni con temperature medie attorno ai 14 gradi) e varco l’uscio di casa, sapendo che mi attenderà una camminata per i boschi (dove ho scelto di abitare, sono appena fuori la porta) oppure una corsa o meglio ancora qualche ora in parete, avverto sempre quella sensazione di essere nei panni giusti.

Non solo perché ritengo che l’abbigliamento sportivo sia in assoluto il più comodo, considerato che ti permette di muoverti con assoluta libertà e oggigiorno mantenendo una temperatura corporea ideale. Mettiamoci anche che ci sono così tanti capi tecnici che ci si potrebbero fare delle sfilate. Aggiungi i colori, turchese, giallo, arancio, fucsia, verde. Che almeno per me, ho smesso di comprare tutto nero da un po’ e si sa che in montagna è meglio esser visibili in caso di necessità. Il punto è che mi sento proprio bene. Sento di non voler altri abiti addosso. Avverto tutto il resto come superfluo. Eppure a lavoro normalmente non ci si può vestire troppo sportivi, salvo lavorare in qualche azienda di abbigliamento specifica. Quando il lunedì mattina riprendo con la mia vita normale, mi costa fatica pensare di rientrare nei miei abiti di routine. Ufficio, pubblico, colleghi. E che per fortuna non lavoro più in banca, dove era implicitamente richiesto il tacco 12. Cosa comunque impossibile se sei donna ed hai iniziato a scalare. Basta già la sofferenza di dover metter le scarpette! È così che alla sera di ogni weekend, mi sento come Alice che deve restringersi per entrare nella tana del Bianconiglio. Le scarpe di tutti i giorni, per quanto siano per lo più comode, suscitano lo stesso effetto che provavano le matrigne di Cenerentola. Costrizione.

Non è solo una questione di abiti. Ma di spazi. A lavoro ci vado comunque volentieri, ho degli ottimi colleghi e tutto sommato mi piace ciò che faccio. Il nodo che sono sicura sono in tanti a percepire, è il dover trascorrere delle ore al chiuso, in un ufficio, tra quattro mura. Davanti ad un computer. Quando alle spalle ho una finestra e fuori c’è il sole. Per quanto mi riguarda, potrebbe anche esserci il cielo grigio e la pioggia, che non mi importerebbe. Ciò di cui necessito, è poter trascorrere delle ore all’aria aperta. Solo il cielo sopra la testa, non il soffitto con le luci a neon.

Non tutti avvertono cosi prepotentemente questa necessità che per me è spazio vitale. In tanti si sono addomesticati a tv, divano, centri commerciali. Ma le gambe son fatte per andare e gli occhi per vedere. Sentire il calore del sole, starmene lì in faccia al sole, ad occhi chiusi, a farmi riscaldare la fronte.

E se piove pazienza, è bello ugualmente.

Anche dietro casa ci sono angoli da scoprire e cambiano ad ogni nuova stagione e a tutte le ore del giorno. Lo stesso posto ha sempre qualcosa di nuovo da offrire, qualcosa per cui stupirsi o sorridere.

Camminare scaccia i pensieri, e quelli che non manda via, li rimette a posto.

C’è solo da dire grazie alla natura per aver ancora la gentilezza di preservare la sua essenza e farcene dono. Noi che siamo così poco umili a volte, o semplicemente troppo di fretta.

In questi giorni di confusione, paure ed incertezze, in tutti in quei momenti di sconforto, non dobbiamo fare altro che prendere, indossare la scarpe più comode che abbiamo, stringere i lacci, fare un bel respiro ed uscire.

La natura è di per se la nostra felicità a portata di mano. E’ grazie ad essa che realizziamo di che pasta siamo fatti. Un impasto unico, che sa di terra e cielo.

I bimbi lo sanno già, noi adulti dobbiamo solo re imparare. Ma non lo abbiamo dimenticato, è dentro di noi.

2 pensieri riguardo “Unlimited

    1. Ciao Marco, nemmeno per me son buoni giorni questi, se hai letto la mia storia saprai che ho passato un bel po’ di alti e bassi, diciamo che ho avuto le mie scalate da affrontare e mi aspettano ancora salite! L’importante è continuare a “camminare”. Vedrai che presto sarai di nuovo in forze, tu continua a fare tutto ciò che può aiutarti ogni giorno! E nei tempi di riposo forzato approfitta per leggere, progettare, rilassare la mente. Servirà a darti nuove energie!

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