Responsabilità penale dell’accompagnatore nelle escursioni in montagna

Articolo di Roberto Tedesco
Foto di Antonio Taglieri

Di seguito proponiamo il testo redatto dall’Avv. Roberto Tedesco in merito alla responsabilità dell’accompagnatore professionale e non professionale in luoghi montani.


“I quesiti più recenti che si stanno formando a seguito dei numerosi incidenti avvenuti presso le località montane, durante le attività di escursionismo ed alpinismo, riguardano la responsabilità penale del soggetto accompagnatore o c.d. capocordata.

In proposito si rappresenta che l’accompagnatore (o capocordata) è un soggetto che per professione, spirito associazionistico, amicizia, cortesia si unisce ad una o più persone (soggetti accompagnati) accettando, in modo espresso o tacito, di offrire loro collaborazione e protezione in misura corrispondente alle sue capacità e conoscenze, al fine di consentire o favorire lo svolgimento dell’escursionismo o dell’alpinismo a piedi o sugli sci.

Per tutti i motivi che seguiranno è molto importante che il soggetto accompagnatore abbia effettive conoscenze ed esperienza per poter guidare altri soggetti nelle attività sportive montane.

Infatti l’accompagnatore ha un potere direttivo nei confronti dei soggetti “accompagnati” e tale potere si estrinseca nella conseguente subordinazione dell’accompagnato nei confronti delle direttive dell’accompagnatore.

La presenza dell’accompagnatore limita l’assunzione del rischio da parte dei soggetti accompagnati e da ciò ne deriva una responsabilità in capo a quest’ultimo relativamente ai soggetti che accompagna e/o guida nelle escursioni.

A seconda dei titoli conseguiti dall’accompagnatore lo stesso può essere professionale o non professionale.

L’accompagnatore professionale presuppone la stipula di un rapporto contrattuale tra l’accompagnatore e l’accompagnato in quanto lo stesso svolge abitualmente la propria attività (come ad esempio la guida montana) per fine di lucro.

Diversamente l’accompagnatore non professionale è un soggetto che in virtù o meno del possesso di titoli qualificanti svolge la propria attività di accompagnatore a titolo gratuito e non con finalità di lucro.

In ragione delle suddette differenze non si può ritenere, almeno in astratto, ugualmente responsabile l’accompagnatore professionale e quello non professionale nello svolgimento delle attività di escursioni.

Infatti vi è un diverso grado di affidamento che l’accompagnato ripone nei confronti dell’accompagnatore a seconda che lo stesso sia professionale o non professionale.

Sul punto, si rappresenta che il concetto giuridico di affidamento coincide con il significato corrente del termine “fare affidamento” ossia far conto sull’attenzione, sulla capacità, sulla garanzia fornita da altri, rimettersi all’altrui protezione, così da ridurre il rischio di eventi lesivi.

Chiariti gli aspetti preliminari sulla figura dell’accompagnatore nelle escursioni montane si vuole, di seguito, entrare nel merito sull’eventuale responsabilità penale dello stesso.

  • La qualificazione giuridica della responsabilità dell’accompagnatore

L’accompagnatore o capocordata di un’escursione montana può incorrere in varie tipologie di responsabilità giuridica a seconda del comportamento, omissivo o commissivo, tenuto durante l’escursione e delle violazioni commesse.

A titolo esemplificativo, per chiarire meglio quanto sopra detto, si rappresenta il caso di un accompagnatore, professionale o non professionale, che conduce un gruppo su di un sentiero classificato EE; giunto alla base del tratto più impegnativo trova un cartello con l’indicazione di un’ordinanza dell’Amministrazione Provinciale che inibisce la prosecuzione per motivi di sicurezza, ad esempio omessa manutenzione, sotto pena di una sanzione di euro 200,00 a carico dei contravventori. Nonostante il suddetto divieto l’accompagnatore fa proseguire il gruppo e, durante la salita, a causa dell’omessa tenuta di un appiglio fisso, uno degli escursionisti accompagnati scivola e si produce delle lesioni che gli determinano, oltre ad alcuni mesi di inabilità lavorativa, anche postumi di invalidità permanente.

Ebbene, nel suddetto esempio rileviamo, astrattamente e perciò da verificare in concreto nel caso specifico, almeno tre tipologie di responsabilità giuridica più, eventualmente per gli operatori professionali, la responsabilità disciplinare.

La prima tipologia di responsabilità è quella di natura amministrativa in quanto l’accompagnatore ha violato l’ordinanza provinciale decidendo di far intraprendere agli escursionisti un sentiero vietato.

La seconda tipologia di responsabilità è quella penale in quanto, una volta verificatosi l’evento lesivo derivante dall’aver intrapreso un sentiero pericoloso, la stessa potrebbe riguardare la violazione di cui all’art. 590 c.p. avente ad oggetto il reato di lesioni colpose subite dall’escursionista.

La terza tipologia di responsabilità giuridica è quella di carattere civile avente ad oggetto quanto stabilito dall’art. 2043 c.c. per i danni provocati nella duplice componente di danno: 1) danno emergente, per invalidità permanente cagionata dall’infortunio subito; 2) danno da lucro cessante avente ad oggetto il mancato guadagno per il periodo di malattia subito dall’escursionista, che, necessariamente, l’accompagnatore dovrà quindi risarcire.

Le tipologie di responsabilità sopra analizzate si possono riscontrare, in maniera differente e con gravità diverse, sia nel caso di escursioni guidate da un soggetto professionale, e pertanto dotato di titoli, competenze e che svolge tale attività remunerato, sia nel caso in cui l’accompagnatore sia un soggetto non professionale.

  • Casi di esclusione della responsabilità

Ciò detto, a titolo esemplificativo, sulle eventuali responsabilità nelle quali può incorrere l’accompagnatore di un gruppo in un’escursione, si vuole di seguito analizzare, in sintesi, i casi in cui l’accompagnatore è esente da responsabilità civile e penale.

I casi in cui si può escludere la responsabilità civile e penale dell’accompagnatore, professionale o non professionale, sono tre: 1) caso fortuito; 2) forza maggiore; 3) necessità.

Per “caso fortuito” intendiamo il verificarsi di un avvenimento imprevisto e imprevedibile che non può in alcun modo imputarsi alla colpa dell’agente, in questo caso all’accompagnatore, al di fuori di qualsiasi controllo umano e che determina l’evento (evento imponderabile). Pertanto l’evento, per le modalità in cui si è svolto, è stato imprevedibile ed improvviso, tale che, pur avendo adottato la dovuta vigilanza, esso non avrebbe potuto essere evitato.

Invece per “forza maggiore” si intende quella situazione in cui si verifica un impedimento che rende vano ogni sforzo dell’uomo e che deriva da cause estranee a lui non imputabili rendendo, pertanto, l’evento lesivo inevitabile.

Diversamente, per “stato di necessità” si rappresenta il caso in cui non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

In ragione di quanto sopra esposto sulle suddette cause di esclusione di responsabilità si ritiene che, si potrà configurare la responsabilità in capo al soggetto accompagnatore nel caso in incidenti verificati a seguito di eventi naturali, quali ad esempio frane e valanghe, che potevano essere assolutamente prevedibili sulla base delle conosciute condizioni della montagna e delle condizioni metereologiche.

Un’ulteriore causa di esclusione di responsabilità di tipologia, differente rispetto a quelle sopra menzionate, riguarda specificatamente la condotta del soggetto danneggiato (accompagnato) il quale, per escludere la responsabilità dell’accompagnatore, dovrà commettere un’azione totalmente priva di diligenza e contraria alle indicazioni dell’accompagnatore, rendendo il danno completamente imputabile alla propria condotta.

  • Conclusioni

In conclusione si evidenzia che chiunque, sia come operatore professionale che come operatore non professionale, intende guidare un gruppo di escursionisti deve necessariamente tenere presente l’importanza del ruolo che riveste e le eventuali responsabilità derivanti dallo stesso,
fermo restando che, in ogni caso, il grado e la tipologia di responsabilità andrà sempre valutata in concreto sul caso specifico.”

Avv. Roberto Tedesco
I miei riferimenti:
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Avv. Roberto Tedesco
Avvocato iscritto all’Ordine degli Avvocati di Monza dal 15.10.2014.
Ho maturato un’importante esperienza in ambito di diritto penale con particolare riferimento, oltre ai reati contro la persona ed il patrimonio, ai reati di carattere tributario e fallimentare.
Sono iscritto nella lista dei difensori d’ufficio ex art. 29 comma 1 bis norme attuazione c.p.p.
Durante la mia attività professionale ho avuto modo di affrontare anche problematiche di natura civilistica in ambito di diritto di famiglia e contenzioso civile.
Credo molto nella mia professione, mi ritengo fortemente motivato a svolgere con la massima professionalità ciascun incarico, anche in situazioni di urgenza ed emergenza che mi venga assegnato. Mi reputo una persona seria ed affidabile; capace sia di eseguire la propria attività in autonomia che di interagire e collaborare nell’ambito di un lavoro di team.

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