Covid-19 e attività montane

Questo COVID! Quanto ci pesa!
Eh già, ci pesa, in tutti i sensi. In questo periodo di quarantena che ormai diventerà un’ottantena, molte sono state le discussioni sul web e spesso molto accese ed offensive e secondo il mio modesto parere oltre i limiti della civiltà, un comportamento che mai mi sarei aspettato dalla comunità alpinistica che si è sempre, salvo rare eccezioni, dimostrata molto disponibile e comunicativa verso il prossimo.

Non voglio entrare nel merito di chi abbia ragione, unica cosa mi sento di dover dire è usare il buon senso, argomento molto poco gradito agli italiani. Notevoli sono state le accuse, da chi va al supermercato più volte alla settimana, la “scusa” del cane da “scendere”, il runner di turno, il camminatore, la guida alpina, ecc ecc. Suvvià, capisco che non abbiate nulla da fare ma passare tutto quel tempo sul balcone a controllare la gente che esce mi sembra davvero troppo. Per non parlare dei gruppi local, quelli del “sei di………… se” invasi da post, “ma perché tutta quella gente in giro” “qui c’è un via vai di runner” e dai 2 milioni di commenti “DENUNCIATELIIIIII” EHDDAI! vi prego. Delinquenti, che si ammalassero. gente di m……. (ma vi pare)?

Vogliamo veramente convivere con tutto questo odio?? La verità e la giustificazione è che la gente ha paura di ammalarsi e di morire e visto e considerato che con un invisibile virus non può prendersela, né tanto meno con il popolo cinese, allora trova soddisfazione nel cercare un capro espiatorio nel runner, nell'”uscitore” del cane e via dicendo, eppure nello stesso momento in cui il runner solitario usciva di casa, l’operaio, l’impiegato erano a distanza ravvicinata in azienda. Perché allora non protestare verso questo sistema, per renderlo almeno meno rischioso?

Detto ciò non voglio schierarmi e non voglio prendere la parte di nessuna delle 2 posizioni, in quanto ogni singolo comportamento deve essere preso singolarmente, potrei pensare ad un grattacielo americano o a un grande condominio italiano dove all’interno di uno stesso stabile vivono centinaia di persone, se tutti andassero avanti indietro più volte al giorno il rischio sarebbe più alto rispetto a vivere in un paese di 500 anime dove fuori non incontri praticamente nessuno.

Una delle tante critiche sollevate al camminatore di turno è: ok sei solo, e se ti facessi male?? – Nooooooooo, non dirlo. Non posso crederci, non posso averlo sentito!!
Su questo punto, penso. In questi giorni di quarantena quante volte ho “arrampicato” quello scaffale in free solo con rischio di scivolare e rompermi una caviglia? parecchie, e non credete che non ci abbia pensato. Non possiamo stare fermi immobili sul divano per 16 ore, capite?! Quindi perché non essere realisti e valutare il reale rischio per ogni cosa.

Per deformazione professionale sono abituato a mediare, e di avere un confronto anche verso chi non la pensa come me, ma una cosa non ho mai accettato, la violenza verbale e gli haters di turno, questo no!
La vicenda delle guide alpine che hanno violato le regole della quarantena hanno scatenato un odio mai visto, di quello da tifo da stadio, quello vomitevole, alcuni di loro si sarebbero meritati una denuncia alla postale… Morite?!?! ma davvero lo avete scritto?!
Ma in fondo cosa è cambiato? Niente! quelli sono gli stessi che rompono le palle quando uno viene elisoccorso. Ma doveva fare così, sono incoscienti, non dovevano andare; Ecco ora tutto elevato alla decima…
L’ambiente alpinistico si deve dare una sonora svegliata, che qui, tutti dobbiamo imparare qualcosa, neanche Messner è arrivato. La montagna ci ha sempre insegnato che dobbiamo imparare sempre, nessuna sosta, nessuna protezione, nessuna manovra è adatta ad ogni situazione, perché non impariamo da quello che umilmente la montagna ci ha implicitamente insegnato??

Il messaggio del governo non doveva essere “STATE A CASA” ma “STATE DA SOLI” sarebbe stato più responsabile, genuino e molto più efficace.

Foto di copertina: Anche un torrente sembra fermo, gelido se catturato con gli occhi di chi lo vuole rendere tale. In realtà è come un fiume in piena che vuole inesorabilmente progredire.
Il tutto dipende da cosa vuoi vedere.

NIKON D3000
18 mm
ISO 100
f22
ESP: 2″

Articolo e foto: Andrea Losi

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