Turismo ad ogni costo

Un altro ponte in quota, nuovo impianto sul Monte Rosa.
Collegherà Testa grigia con il piccolo Cervino.

Un’altra scelta di carattere economico pare, che non ha nulla a che vedere con il rispetto e la salvaguardia del territorio. Sarà pronta per la stagione invernale 2021/2022, la traversata delle Alpi a quasi 4.000 metri. Il tutto realizzato dalla Leitner: da quanto dichiarato, le cabine saranno firmate Pininfarina con sedili in pelle riscaldati. E’ la montagna del lusso, quella ricercata ormai da decenni. Si è iniziato con lo Skyway sul monte Bianco, poi con il progetto in Dolomiti con impianti per km e km, in un ambiente per altro tutelato dall’UNESCO. Lo scopo? Portare chiunque ad ammirare le bellezze dell’alta quota, ma a quale prezzo? Ad un prezzo elevato, per niente ecologico, con un impatto paesaggistico terribile, una strada che una volta intrapresa, non si può percorrere all’indietro. Questo è un secondo passo che porterà all’uso incontrastato del ferro sulle nostre montagne, quello del turismo di massa a tutti i costi. Ma a che pro continuare a pompare denaro? E’ purtroppo una domanda retorica che dovremmo porre a quelle amministrazioni che danno il loro benestare a degli scempi dichiarati.

La nostra posizione è assolutamente lontana da progetti di questo tipo, capiamo bene che le valli hanno bisogno del turismo per vivere ma crediamo nella possibilità di poterlo sviluppare in modo più sostenibile. E’ inammissibile che le funivie siano sempre la risposta a tutto e non lo devono essere. Crediamo che la cultura della montagna sia quella del rispetto della natura, della salvaguardia del territorio e delle nostre fantastiche Alpi. Purtroppo, non è possibile portare sempre tutti ovunque, altrimenti ci sentiremmo autorizzati a costruire funivie che portino direttamente in vetta al Bianco, al Cervino o al K2. Certi luoghi devono avere il rispetto che meritano. Non sono contro la realizzazione degli impianti in modo assoluto, ma allergico a strutture che vanno ben oltre il buon senso e l’etica della montagna. Si perde il valore il bellezza, il valore della conquista di una cima, si perde il valore dell’alpinismo nato proprio sulle nostre favolose Alpi. Stiamo spremendo il nostro territorio fino all’ultima goccia, e sempre in modo invasivo.

Articolo e foto di Andrea Losi

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