La matassa

Oggi parliamo di un problema comune a tutti i climber, soprattutto in falesia, ma peggio in via. No, non è il male ai piedi e non sono nemmeno le protezioni aleatorie. È molto peggio. È fonte di ansia ed incazzature, sorgente di coloriti e frequenti smadonnamenti, di occhi sgranati, di discese e risalite (col prusik, NDR). Di strattoni e punti interrogativi, della serie ora come cacchio faccio.. È pure causa di accesi litigi tra chi sale e chi fa sicura, che si sa, a quel modo non va mai bene.

Ebbene, stiamo parlando della corda e dei suoi poteri magici ed intrinseci di aggrovigliarsi come un boa. Di 80 metri però.

E ti voglio vedere quando devi dare corda veloce e questa viene su in milletrecentonovantadue spire. Con il primo di cordata sconvenientemente sopra il rinvio, quando va bene. Perché stai tu oltre l’ultima protezione su un S3 e la corda non viene. Ma basta anche due metri sopra l’ultimo rinvio in falesia, per assistere alle ire più funeste. Che poi ovviamente la corda ha la capacità di atrorcigliarsi e formare asole sempre nel momento in cui quel poveretto di sopra sta nel passaggio chiave. E non importa quante volte l’hai rifilata. Comanda comunque lei.

Talvolta ai malcapitati belayer viene in soccorso il tizio che in falesia è accanto a te, e giù in due a dipanare la matassa gridando a quello sopra di non muoversi ma che va tutto bene. Bene un corno se sei su micro tacchette e ti stai tenendo che neanche spiderman versione ghisa 2.0.

E si che quando la compri, la scegli perché è leggera, morbida, dry di qua, trattamenti di là.. E la rigiri e usi il gri a modo, eppure niente. Non parliamo poi se la lavi e ti ritrovi con una 18.5 di diametro.

Io non so voi, ma trovare il bandolo di questa matassa rimane un mistero, come trovare il capo libero della corda quando devi legarti e due secondi prima era lì, davanti a te, sulla sacca e ora non lo sai più, inghiottito com’è tra asole e spire.

Forse c’è che le corde hanno vita propria, che di fatto è per loro se portiamo le chiappe a casa. E fa pure figo appesa ordinata sullo zaino. Fa tanto alpinista. È che secondo me le corde femmine sono e vogliono essere prime donne e rubare la scena a te che ti inventi sta cosa delle passeggiate verticali. Il vero protagonista è la corda. Punto, non c’è storia.
Io non lo so se con i canaponi fosse la stessa cosa, ma di sicuro una risposta non l’abbiamo ancora trovata. Oh se avete soluzioni e metodi scientifici di sbobinamento, come quando si rimetteva il nastro alle cassette negli anni 80, elargite pure i vostri preziosi consigli!

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