Diritto di sognare

Alpinismo, arrampicata o qualsiasi altro genere di attività a rischio, quante persone conosciamo che le praticano?!?! Ormai dopo tanti anni ho avuto la fortuna di stringere amicizie con parecchi di loro.
Alcune hanno però una storia da raccontare, un fatto straordinario, un’avventura, un’emozione, ma ahimé, ogni tanto un evento triste e drammatico. Fa parte del “gioco” fa parte della sfida, a volte è un gioco di sopravvivenza, dell’esporsi al limite, del conoscersi e del realizzare un proprio sogno.

Non voglio ad oggi parlare di fatti realmente accaduti anche se è lo spunt per scrivere queste parole e per razionalizzare ciò che avviene non di rado: gli incidenti a volte traumatici, a volte fatali. Chi mi conosce personalmente e chi solo tramite social sa che parlo e scrivo per cognizione di causa.

Diritto di sognare, penso siano tre parole che messe insieme abbiano un significato molto forte, per alcuni valgono una vita per fare ciò che amano. Per altri meno fortunati portano i segni di una tragedia, ma nonostante questo continuano imperterriti a fare ciò che vogliono. Alcuni lo considerano masochismo, altri follia negativa, altri incoscienza, altri ancora come me un dono della vita. Un dono che ti rende vivo, nonostante abbiamo negli occhi immagini pesanti oppure portiamo i segni sul corpo, l’evento di un incidente, o più semplicemente una telefonata che vorremmo mai ricevere.

Lasciamo a coloro il diritto di continuare a sognare, perché senza i loro sogni li uccidiamo, li rinchiuderemmo in una vita che non è la loro, un’anima chiusa in un corpo che vorrebbe esplodere! Spesso rifletto sul fatto che abbiamo delle responsabilità verso coloro che ci vogliono bene oppure che ci amano, ma prima di tutto veniamo noi stessi, una forma di egoismo se la vogliamo interpretare così, ma è la nostra vita e la vita delle persone che hanno fatto una scelta, e non dobbiamo giudicarli, soprattutto se in primis siamo noi stessi che pratichiamo le stesse identiche o similari attività esponendoci a dei rischi!!

Queste poche parole valgono per chiunque, lo dico agli amici, ai genitori, ai parenti tutti, se vostro figlio/a vuole fare alpinismo, scalare, correre in macchina, in moto, vuole volare, vuole buttarsi da un aereo, lasciatelo fare, è la sua vita, è giusto dare dei consigli, ma non si deve diventare maestri di vita, maestri dell’incognita più completa. Lasciateli sognare!

Andrea.

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